VOCI IN VIAGGIO
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Dovunque e in nessun luogo. Il paradosso del viaggiatore contemporaneo sta tutto qui. Con l’assottigliamento delle frontiere e lo sviluppo di una tecnologia capace di raggiungere limiti impensati, il nostro mondo sembra non bastare più. Il blog "Voci in Viaggio" nasce allora dall’esigenza di aprire uno sguardo alternativo su un mondo dal fastidioso formato tascabile, seguendo percorsi che svelino il nascosto nell’evidente, così come il diverso nel medesimo.
Al suo interno, un connubio tuttora inedito: un dialogo a più voci fra abitanti del posto, professionisti del turismo e viaggiatori finalmente responsabili.
Alberto Caspani
http://albertocaspani.blogspot.com/
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Scozia: John Barleycorn deve morire
Dopo la recente vittoria dello Scottish National Party alle elezioni politiche, il referendum per l’indipendenza non è più solo un sogno per il popolo in gonnellino. Come insegna l’ambiguo Barleycorn, morto un re se ne fa subito un altro.
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Andamane: Le isole del non ritorno
Dopo l’appello dell’associazione Survival International a boicottare i safari umani lungo l’Andaman Trunk Road, persino Sonia Gandhi si è impegnata a tutelare le ultime tribù indigene delle isole Andamane. Eppure il piccolo arcipelago fa gola a tanti e potrebbe trasformarsi presto in una destinazione balneare di lusso.
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Øresund: Nel regno di Linneo
In Scandinavia sembra tutto perfetto. Tutto in ordine. Quasi ogni cosa dovesse trovare posto in una delle caselle di classificazione botanica di Linneo. Poi sopraggiunge la festa di mezz'estate: il momento giusto per scoprire la vera anima del Nord
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Mille e uno Yemen
L’Arabia felix torna a sorridere. Dopo mesi di lotta contro il presidente Saleh, lo Yemen è pronto per una nuova rivoluzione. Sotto il segno della regina di Saba e della chata edulis.
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Israele: Paradossi della fisica cherubina
In bilico fra tensione ideale e real politik, la terra di Ben Gurion siede inevitabilmente al banco del giudizio, benché pochi siano davvero in grado di comprenderla dall’interno. Soltanto la riscoperta dei suoi spazi può spiegare la sua presenza nel tempo.
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Papua: Dove il nome si fa onomanopea
E’ più grave di quanto sembri. Ignorata ai margini dei planisferi, accortamente imbavagliata dal governo indonesiano e col grilletto costantemente alla tempia, Papua non solo ha perso la parola: suo malgrado riesce a sottrarla persino a quanti tentino di dire cosa mai sia. Trasmette alla penna lo stesso smarrimento che sorprende il naufrago davanti alle sue coste vergini, lungo cui la jungla si riversa in mare, gli uccelli del Paradiso ammutoliscono sgomenti e i nomi si fanno onomatopea ostinata.
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Australia: Vita da marsupiali
Oasi di meraviglie naturalistiche, sogno proibito dei giovani disoccupati, ma anche nido d’amore per sposini in cerca di rudi emozioni, l’Australia d’oggi è la nuova Terra Promessa del viaggiatore insaziabile. Ma le sue rughe millenarie nascondono un’anima nera come la pece.
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Brasile/Santa Caterina: Oltremare sud
Sopraffatta dagli arrivi dei migranti maghrebini, l’Italia d’oggi dimentica i suoi fratelli sudamericani. Nella terra di Anita Garibaldi, il sogno del Risorgimento tradito.
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Sud-est asiatico/1: Schegge d'Indocina
Il boom economico vietnamita. Angkor che torna ai suoi antichi splendori khmer. Popolazioni tribali che confezionano astucci portatelefonini. Dietro la maschera sorridente e cortese dell’Indocina d’oggi, restano però cicatrici di un passato che non può morire.
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Sud-est asiatico/2: dispacci (parte 1)
“Io, l’orizzonte, mi batterò per la vittoria, perché sono l’invisibile che non può sparire. Sono l’onda. Aprite tutte le chiuse, affinché possa dilagare e travolgere tutto!” (G. Apollinaire – Tendre comme le souvenir)
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